Unioni civili: Alessi meets Senato

Cari Lettori, dopo settimane di botte e risposte nelle Aule Parlamentari, il Gruppo PD ha ottenuto  successo. Stiamo parlando dell’approvazione al Senato del ddl Cirinnà, un disegno di legge che porta il nome del suo primo firmatario: l’On. Monica Cirinnà.
Questa è una delle leggi più “belle e importanti della Repubblica Italiana”, così dichiarò in un’intervista a Wired la Senatrice, ed è per questa importanza che mi sono posto  l’obiettivo di spiegare fino in fondo tutto il percorso evolutivo che ha visto protagonista questo ddl; è importante conoscere ciò che avviene intorno a noi, e ciò che, in questo caso, sta già cambiando la vita a tanti italiani.
Ho ritenuto opportuno di metter fine a dubbi, forzature politiche e supposizioni con la ricostruzione di  tutte le dinamiche, intervistando cinque Senatori della Repubblica e due Docenti del nostro Liceo: la prof.ssa Marini e il prof.re Giorni.
Innanzitutto, il ddl Cirinnà è nato con un testo originario che, per cause che andremo a esaminare, si è evoluto, tenendo per giorni sulle spine l’#italiapiùcivile.
Cosa promette questo testo? Innanzitutto intende applicare i benefici della cosiddetta ‘unione civile’ a tutte le coppie, indipendentemente dal loro orientamento sessuale: sia coppie eterosessuali che omosessuali, quindi.
Il secondo punto tratta il delicato tema della “stepchild adoption”. A differenza di quanto molti vorrebbero farci credere, una coppia omosessuale non può adottare un bambino senza che non vi sia un legame di parentela con uno dei compagni: uno dei due deve essere il padre, o la madre.
E quando potrebbe rivelarsi utile questa pratica? Portiamo una dimostrazione: se uno dei due genitori naturali del figlio dovesse essere privato della patria potestà, e l’altro genitore decidesse di unirsi con un partner, in caso di morte del genitore biologico, il partner potrebbe ottenere l’affidamento del minore. In questo modo quest’ultimo non sarebbe costretto ad essere affidato a una casa famiglia.
Premesso ciò, facciamo partire il motore!

Questa “storia” inizia con un numero e una parola:  5000 e ostruzionismo. Insieme, hanno creato una caotica reazione a catena.
Quando il ddl Cirinnà è approdato in Senato per essere discusso, i Gruppi Lega Nord e altri alle opposizioni hanno presentato una serie di  emendamenti ostruzionistici per il numero di 5000 con il fine di distruggere la legge. Attenzione, molti di questi sono privi di senso, altri, a causa del voto segreto, dannosi per la struttura della legge stessa. Uno di questi, del Senatore Giancarlo MALAN di Forza Italia cita: “presso gli uffici dello stato civile di ogni comune italiano si fa sesso”; o ancora, e questa ci arriva dall’ex Ministro della Difesa del Governo Tecnico Monti, fondatore e unico membro del Gruppo “Popolari Per L’Italia”, On. Mario MAURO: “sostituire le parole «un’unione civile» con «associazione con scopi mutualistici»”. E ancora insulti:  “la parola del Partito Democratico vale quanto un peto” che arriva direttamente dall’On. Marco Centinaio della Lega Nord, per non parlare dell’ On. Carlo Giovanardi di Gal,  che preferisce direttamente proporre con sarcasmo: “Via Gesù alla Madonna e diamolo ai gay”.
È proprio in questo campo che ha preso la parola la prof.ssa Lorella Marini, insegnante che si è sempre interessata di politica e di satira (I Viaggi di “Esse”, Tozzuolo Editore): -“Ritengo che il dibattito sulle Legge Cirinnà sia stato viziato da atteggiamenti ideologicamente errati: c’è una grossa resistenza culturale nel parlare con serenità di queste tematiche. È il modo di affrontare il dibattito parlamentare su un tema che tocca la vita di tante persone che è, secondo me, sbagliato e rivela l’omofobia radicata di tanta parte della politica e società italiana”.
Parlando delle adozioni, la prof.ssa, docente di inglese, mi ha fatto notare come “parlare di stepchild adoption (adozione del figliastro) a livello linguistico sia la prova di un rifiuto culturale verso la tematica. La parola inglese viene usata infatti quasi a segnare un distacco, un incomprensione rispetto a ciò di cui si parla.”
Dinnanzi a un numero così elevato di modifiche presentate dalle opposizioni, il Partito Democratico ricorre a un emendamento presentato dal Senatore Marcucci PD: questo emendamento prende il nome tecnico di “emendamento canguro”. Ma quali sono le finalità dei canguri? Un canguro serve per raggruppare, sotto decisione del Presidente dell’Aula, in un unico voto tutti gli emendamenti simili, per velocizzare il lavoro parlamentare.
Ma noi abbiamo nominato l’”emendamento canguro”, una pratica diversa. In cosa differisce? Innanzitutto è pur sempre un emendamento, quindi è presentato da un parlamentare.
Questo emendamento, però, pur modificando il ddl Cirinnà nella sua forma, resta invariato nello scopo degli articoli. Così, se approvato, il testo di legge a cui si riferiscono tutti gli emendamenti delle opposizioni diventerebbe obsoleto, e di conseguenza qualsiasi richiesta di modifica del ddl che era stata presentata, decadrebbe.
Come molti di voi avranno appreso dai media, è emerso un sms, datato 15 febbraio, inviato dal Senatore Alberto Airola M5S alla Senatrice Cirinnà, dove veniva dichiarata l’intenzione di votare a favore del Marcucci.
Nella seduta del 16 febbraio, la Lega Nord, con la speranza del ritiro dell’emendamento canguro da parte del PD, ha pensato di ridurre a 580 il numero delle sue proposte di modifica, mantenendone però alcune ritenute delle trappole, che avrebbero messo a rischio l’intero impianto della legge a causa del voto segreto, in più ne vanno aggiunti altri provenienti da ulteriori gruppi, e da una minoranza PD, per un totale di 800.
Nella stessa giornata, però, il M5S ha dichiarato di non aver intenzione di votare l’emendamento Marcucci. Senza i voti del M5S, raggiungere la maggioranza per l’approvazione dell’emendamento canguro non sarebbe stato possibile, e ciò ha suscitato grande scalpore negli animi del PD e della comunità LGBT.
Apparentemente, potrebbe sembrare che, per fare uno sgambetto ostruzionista, il M5S abbia voluto mettere in secondo piano l’interesse della cittadinanza.
Intervistando, per la parte Grillina, l’On. Enrico Cappelletti, e l’On. Maurizio Buccarella, sono emersi dettagli che non ci sono stati rivelati direttamente dai media.
Onorevole, perché, nell’sms inviato dal Suo collega di partito Airola alla Senatrice Cirinnà è emersa l’ intenzione di votare a favore dell’emendamento Marcucci? Cappelletti mi ha risposto che –“L'SMS di Airola conferma quanto detto: cioè che eravamo determinati a  sostenere il provvedimento, ma che l’assemblea non aveva ancora deliberato. Ultimo, l'sms e' stato spedito prima del ritiro da parte della Lega Nord di quasi tutti gli emendamenti.”. Infatti, come mi ha fatto notare Buccarella, “l’SMS riporta che il gruppo di lavoro di Airola sul ddl Cirinnà sarebbe stato a favore, ma il giorno successivo, l’assemblea dei senatori del Movimento, ha deciso che non si sarebbe votato per l’emendamento canguro che avrebbe depresso troppo il dibattito parlamentare” e, aggiunge Cappelletti, -“si tratta di uno strumento truffa, incostituzionale e non previsto dal regolamento, che avrebbe creato un pericoloso precedente”.
Ci ricorda Buccarella che, “successivamente, alle ore 16:30 della giornata del 16, la Lega Nord ha pensato di ridurre a 580 il numero delle sue proposte di modifica. A maggior ragione, ci fa notare Buccarella, il canguro diventa ancora più indifendibile a causa di una riduzione così vasta degli emendamenti ostruzionistici.”
È intervenuta per noi l’On. Monica Cirinnà, che ha concluso:”La tecnica parlamentare del canguro ha due obiettivi: ​eliminare le proposte di modifica del testo meramente ostruzionistiche e far palesare in anticipo una maggioranza che decide di chiudere il provvedimento ad una serie di attacchi che lo stravolgerebbero nella sua natura. Il collega Marcucci nel suo emendamento canguro fissava paletti ben chiari: unioni civili con tutti i diritti del matrimonio ad eccezione delle adozioni e dell'estensione delle tecniche di fecondazione assistita, possibilità di estendere responsabilità genitoriale al partner dell'unione civile. Cosa ci sarebbe stato di antidemocratico se una maggioranza si fosse espressa su questa linea?”
Entrambi i Senatori Pentastellati hanno aggiunto, inoltre, che non si sarebbe potuto votare perché in seguito (dopo che il Governo deciderà di giocare la carta della fiducia, che adesso andremo a scoprire) sarebbe stato dichiarato inammissibile dal Presidente del Senato Pietro Grasso il 23 febbraio, con l’obiettivo di "consentire un ordinato svolgimento dei lavori e un attento esame di tutti gli emendamenti presentati senza effetti preclusivi".
Dinnanzi alla scelta del Presidente Grasso, ho interpellato la Vicepresidente del Senato, On. Valeria Fedeli PD, che così ha espresso il parere:-”Non commento le decisioni del Presidente Grasso, ma la scelta di dichiarare inammissibili il canguro, fatta dopo che il Governo aveva scelto di porre la fiducia, non ha pesato sull'iter della legge e non può essere una giustificazione per il M5S e per il loro atteggiamento strumentale che li ha portati a  preferire un voto contro al Pd invece che per il ddl Cirinnà.”
A quanto abbiamo visto fino ad ora, si è formata, a mio parere, una grande incomprensione tra questi due Gruppi, probabilmente dettata da punti di vista diversi, ma senza giochi di slealtà da nessuna delle due parti!!
In seguito, il Movimento 5 Stelle dichiarerà di essere pronto a votare la legge, emendamento per emendamento, così com’è.
Ma la paura del PD è stata che dal Movimento, visto che il numero dei voti dei suoi Senatori sarebbe stato determinante anche per l’emendamento Marcucci, in qualche voto segreto, qualcuno avesse potuto votare a favore degli emendamenti ostruzionistici, stravolgendo la legge.
Così il PD ha preferito scendere a patti con il più grande partito di maggioranza al Senato (Nuovo Centro Destra), rinunciando a parte della legge, quella relativa alle adozioni.
Chiedendo la fiducia all’Aula, il Governo Renzi ha potuto blindare un testo della legge, concordato con NCD, saltando tutti gli emendamenti ostruzionistici.
Si tratta di una grande responsabilità: se non fosse stata raggiunta la maggioranza dei voti sul testo di legge presentato alla fiducia, il Governo sarebbe caduto.
Per dare i propri voti, NCD ha toccato due corde.
Le andiamo ad approfondire con l’On. Salvo Torrisi NCD, che puntualizza :- Ciò ha significato lo stralcio della Stepchild adoption, un punto del Disegno di legge che, stando ai sondaggi, non era condiviso neanche dalla maggior parte degli Italiani. Alla fine la scelta fatta si è rivelata la soluzione migliore.” A quanto apprendiamo NCD è stato rilevante nel porre una condizione di stralcio della stepchild per votare a favore del ddl; quali sono state le motivazioni che hanno portato alla presa di questa posizione netta? –“Il Nuovo Centrodestra ha sempre sostenuto con decisione il proprio sì per il riconoscimento alle Unioni per le coppie di fatto e gli omosessuali. Ciò sulla base del rispetto dei diritti di tutti i cittadini, in riferimento alla normativa della Costituzione italiana. Ma sulla Stepchild adoption la nostra valutazione è stata negativa fin dall’inizio, ritenendo che il passaggio su questo punto avrebbe costituito la premessa ad altre forme di paternità e maternità surrogate sul quale abbiamo sempre espresso la nostra totale contrarietà. Ritengo, però che sul tema delle adozioni il nostro Paese abbia bisogno di una nuova normativa, più chiara e generale, che non riguardi solo le coppie di fatto ed omosessuali, ma tutte le coppie in maniera trasversale.”  
Ritroviamo lo stesso parere nel prof.re Luigi Giorni, che sottolinea :-“La regolamentazione dei rapporti affettivi a livello giuridico tra due persone dello stesso sesso è sia giusta che civile”-ma aggiunge-“è diverso il poter permettere alle coppie omosessuali di avvalersi della maternità surrogata: sarebbe meglio rendere più facili le pratiche di adozioni nazionali e internazionali, ed estenderle anche ai single”.
Entrambi i docenti si sono soffermati, in modalità differenti, sulla visione della Chiesa a proposito dell’argomento. Giorni ha parlato di una “perplessità a livello religioso”:-“ "Il Papa, nel suo volo da Rio de Janeiro a Roma, alla richiesta di un parere sulle lobby gay da parte di un giornalista, ha risposto: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?». E la posizione della chiesa ammette le relazioni omosessuali, perché è sempre amore: un concetto così totale che non si può ridurre solo al sesso!".
La prof.ssa Marini, invece, commentando  la decisione del Ministro degli Interni Angelino Alfano NCD di togliere l’obbligo di fedeltà per le coppie gay come ulteriore condizione per la fiducia chiesta dal governo, sostiene che la politica italiana rivela  “una cronica carenza di autonomia rispetto alla chiesa cattolica di fronte a tematiche ‘eticamente sensibili’” e aggiunge -“L’uscita di Alfano è gravissima! Togliere l’obbligo di fedeltà nella legge sulle unioni civili, oltre che far ridere, è molto grave perché rivela un atteggiamento di chiusura culturale rispetto a cittadini italiani  omosessuali e, in quanto tali, discriminati. Dietro a ciò c’è un rifiuto culturale che si radica in atteggiamenti maschilisti e omofobi; a ciò si aggiunge una forma di sudditanza culturale nei confronti della Chiesa Cattolica, per cui alcuni politici italiani prima di legiferare su argomenti sensibili, si preoccupano di quella che potrebbe essere la risposta della Chiesa. La Chiesa, è ovvio, ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione nelle forme che più ritiene opportune, ma la politica deve essere autonoma nel fare le sue scelte nel rispetto della libertà dei cittadini.”
Ritengo che sia in perfetta sincronia con quanto sostiene Cappelletti, che ci fa notare che:-“ Se si vanno a introdurre delle differenze che fanno connotare le coppie omosessuali come una coppia di serie B, introducendo per legge addirittura il venir meno del vincolo di fedeltà, sarà  dato un ulteriore argomento a quanti ritengano che queste coppie  debbano continuare ad essere discriminate. E' chiaro che sul piano pratico, vincolo di fedeltà o meno, cambia poco. Ma il segnale inviato al paese è micidiale.”
Ma a questo pensiero si contrappone invece proprio Monica Cirinnà, che ha una visione totalmente opposta:-“ l'obbligo di fedeltà è retaggio della peggiore cultura maschilista, pensi che venne inserito nel nostro ordinamento per legittimare il delitto d'onore!”. Anzi, possiamo dire che abbia in serbo una sorpresa per portare fino in fondo (anche) questa futura battaglia:-“ Per essere coerenti con la nostra scelta ho sottoscritto insieme ad altri colleghi un disegno di legge che mira ad abolire questo requisito dalla normativa vigente sul matrimonio.​”
Ecco. Niente da dire, niente da commentare. Con questo articolo abbiamo una realtà oggettiva davanti ai nostri occhi, uguale per tutti.
Spero di essere riuscito a chiarire fino in fondo tutti gli eventi che hanno coinvolto le vite di tanti italiani. Ho ritenuto importante chiarire tutto nei minimi dettagli. È vero, molti potrebbero dire che ci sarebbero leggi più importanti su cui discutere, ma questa è una Legge che tanti italiani aspettavano da tempo con speranza, non con la mente, non con il portafogli, ma con il cuore!
E leggere questo grande dialogo per la nostra scuola con le Istituzioni più importanti di questa Repubblica, messe a confronto con alcuni dei nostri Docenti, può essere solo un grande tesoro!
Ringrazio tutti i Senatori e gli Insegnanti che hanno contribuito alla realizzazione di questo articolo, e concludo con un Augurio dalla Senatrice Fedeli: “è un piacere dialogare con dei giovani interessati a quello che accade intorno a loro: le istituzioni della Repubblica sono le vostre istituzioni. La battaglia per un'Italia più civile non può vivere solo dentro le aule parlamentari, ha bisogno dell'impegno e della mobilitazione di tutti voi per chiedere uguaglianza, giustizia, riforme. Assieme possiamo fare molto: costruire un Paese all'altezza delle vostre ambizioni.”
Giovanni Costantini 3F

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